
Repubblica Toscana – Già Granducato di Toscana


COMUNICATO STAMPA
LEGGE ELETTORALE, IL FRONTE IDENTITARIO E AUTONOMISTA AL QUIRINALE: “BASTA BLINDARE IL PALAZZO. IL PARLAMENTO NON PUÒ DIVENTARE UN CLUB A NUMERO CHIUSO”
Tredici esponenti di movimenti autonomisti, territoriali e identitari chiedono al Presidente della Repubblica il rinvio alle Camere del disegno di legge A.C. 2822-B: «Si alzano le firme per entrare in Parlamento mentre chi è già dentro continua a giocare con regole su misura per sé»
29 settembre 2026 – Il Parlamento non può diventare un club a numero chiuso. È questo il cuore dell'istanza che noi, esponenti di movimenti autonomisti, territoriali, identitari e civici presentiamo al Presidente della Repubblica, chiedendo il rinvio alle Camere del disegno di legge A.C. 2822-B, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Antidemocratico e anticostituzionale è in particolare l'innalzamento dell'onere della raccolta delle firme necessario alla presentazione delle liste elettorali. Una previsione che, per le forze politiche non beneficiarie delle esenzioni previste dalla normativa, porta il numero delle sottoscrizioni richieste per collegio da 1.500-2.000 a 6.000-7.000, con un incremento che può arrivare a quadruplicare l'onere richiesto.
Non contestiamo il principio della raccolta delle firme. Contestiamo la costruzione di un ostacolo che rischia di rendere di fatto impossibile per nuove forze politiche sottoporsi al giudizio degli elettori.
E chi è già dentro il sistema non può costruire un sistema nel quale entrare diventa sempre più difficile per chi è fuori.
Una democrazia vive di consenso, competizione e possibilità di scelta. Se invece le regole elettorali finiscono per proteggere i Partiti già in Parlamento e rendere più oneroso l'accesso di nuove rappresentanze, il rischio è quello di produrre l'effetto opposto a quello che una democrazia dovrebbe perseguire: chiudere il sistema proprio mentre i cittadini si allontanano dalle urne. È un paradosso che non possiamo accettare.
Mentre cresce l'astensione, invece di interrogarsi sulle ragioni della disaffezione politica, si rischia di rendere ancora più difficile la nascita di nuove proposte.
A essere particolarmente penalizzate sono le realtà territoriali, regionali, identitarie e autonomiste: forze che rappresentano comunità, territori e istanze politiche reali.
Per questo ci rivolgiamo direttamente al Presidente della Repubblica, nella sua funzione di garante della Costituzione, chiedendo di valutare il rinvio alle Camere del provvedimento ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione. Richiamiamo, in particolare, i principi contenuti negli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione, che riguardano l'uguaglianza, la partecipazione politica e l'accesso alle cariche elettive.
Il consenso politico deve essere misurato dagli elettori. Non può essere una norma a stabilire preventivamente quali forze abbiano diritto di entrare nella competizione e quali debbano affrontare ostacoli sempre più difficili da superare. La nostra iniziativa nasce da una convinzione precisa: il Parlamento deve rappresentare il Paese, non proteggere se stesso dal Paese.
Per questo chiediamo al Presidente della Repubblica di intervenire e di rinviare il testo alle Camere, affinché il legislatore possa riesaminare una disposizione che rischia di restringere, anziché ampliare, gli spazi della partecipazione democratica.
L'istanza è sottoscritta, in ordine alfabetico, da:
Simone Albertini – Bologna Città e Provincia Autonoma Claudio Bertolutti – Patrie Furlane Roberto Castelli – Partito Popolare del Nord – Autonomia e Libertà Vito Comencini – Popolo Veneto Guglielmo De Marinis – Movimento Autonomista Toscano Michele Favero – Indipendenza Veneta Paolo Grimoldi – Patto per il Nord Massimo Iaretti – Movimento Progetto Piemonte Davide Lovat – Gruppo Consiliare Regionale: Szumski Resistere Veneto Simone Montagnani – Comitato Libertà Toscana Gabriele Padovani – Area Liberale Alessandro Signorato – A Difesa del Territorio Riccardo Szumski – Resistere Veneto Referente per la Stampa: Francesca Losi 338 28 68 600 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
«Quando il cittadino accetta che,
di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l'ha costruita e c'è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine, così muore la democrazia: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo»
(Platone)
SAGGEZZA POPOLARE

«Gli imperialismi? Ci vorrebbero ventimila sammarini per eliminarli. Il mondo cambierebbe radicalmente in meglio, sarebbero protette le culture e le identità. Sostanzialmente sarebbe protetta anche la pace, perché le guerre diverrebbero guerricciole»
(Don Lorenzo Milani)
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